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Minniti: "in Italia c'é un sistema di sicurezza che funziona"

Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili, Anis Amri, il killer di Berlino, è arrivato in Italia dalla Francia, in particolare da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano dove è arrivato attorno al'una di notte. Infine dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto San Giovanni dove attorno alle 4 ha incrociato i due agenti della volante che poi, durante una sparatoria, lo hanno ucciso.Nel corso della conferenza stampa il Questore di Milano Antonio De Iesu ha dichiarato: Io non vi sto dicendo che la Questura di Milano stava conducendo delle indagini su questo soggetto e l’abbiamo catturato a seguito di una attività pianificata, vi sto dicendo che tutto nasce da un controllo, il solo fatto che abbiano operato solo 2 agenti di polizia può sembrare inverosimile, pero è il frutto di una intensificazione del servizio di controllo del territorio e di un po’ di fortuna .
Il ministro dell’Interno Minniti ha detto che in Italia esiste un "livello elevato di controllo del territorio che consente, nell'imminenza dell'ingresso nel nostro paese di un uomo in fuga perché ricercato, di identificarlo e neutralizzarlo. Questo vuol dire che c'è un sistema di sicurezza che funziona".I “lieto pensanti” sostengono che la sicurezza dei Cittadini, nel panorama Italia, è adeguata . Diciamo subito che le cose non vanno bene, perché se la persona più ricercata in Europa esce dalla Germania, passa dalla Francia, entra in Italia, arriva a Torino, dal capoluogo piemontese si sposta in treno a Milano, infine dalla Stazione Centrale si sposta a Sesto San Giovanni e solo grazie ad un normale controllo e un po’ di fortuna viene intercettato, vuol dire che il sistema di sicurezza non funziona così bene come i “lieto pensanti” vogliono farci credere.
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