UN GIORNO QUALUNQUE AL PRONTO SOCCORSO DI CATTINARA - TRIESTE

29 DICEMBRE  2015 ore 7.20: in carico 51 pazienti, di cui oltre la metà anziani e grandi anziani (over 75)

In reparto  OBI  (osservazione Breve Intensiva) e negli ambulatori 30 pazienti in spazi che ne possono ospitare in condizioni di sicurezza e privacy non più di 20; gli altri ammassati negli atri e corridoi, nonostante le correnti d'aria causate dalla bora.
In reparto TRIAGE
(Reparto pronto soccorso e medicina d'urgenza) si contano 21 pazienti, di cui 14, quindi 2/3 over 75, con attese per i codici verdi di oltre 14 ore: una paziente di anni 69, con una ferita alla gamba, è in attesa dalle ore 17 di ieri pomeriggio; 3 ultranovantenni sono in attesa dalle ore 19 di ieri, tutti ammassati in spazi idonei a contenere 8/10 barelle in condizioni di sicurezza e privacy (e ieri sera si sono contate oltre 35 persone in attesa in triage).
Ma neppure per i casi più urgenti vi è possibilità di accelerare i tempi: alle ore 7.20 un paziente di 92 anni, con ictus cerebrale, risulta in attesa in triage dalle ore 5. Anche per i codici gialli la rapidità di trattamento è solo un ricordo: un grande anziano in codice giallo per problemi respiratori, 104 anni, sta attendendo da oltre 40 minuti di essere visto da un medico.
ore 8.30: la situazione peggiora. I malati in triage stanno aumentando e quelli di ieri pomeriggio rimangono tuttora in attesa di essere visitati. Il personale in servizio sta facendo salti mortali.
Una situazione del genere, che si sta ormai cronicizzando e progressivamente aggravando, a Trieste non si era mai vista; né si era mai visto che i vertici dell'Azienda assistessero a simile crollo del sistema sanitario pubblico, che fino ad ora aveva garantito, seppur con personale e spazi carenti, cure appropriate, sicure, tempestive a tutti i malati, ed in particolar modo a quelli più anziani.
Ed il piano sanitario regionale 2017 prevede la chiusura di due ulteriori reparti mentre i CUP vengono inaugurati solennemente e... restano chiusi .

Si chiudono reparti e si fanno convenzioni d'urgenza con le case di cura private; ed i letti in RSA (Residenza sanitaria assistenziale)  vengono riempiti...con calma.



FONTE PAGINA FB DI PIERO CAMBER

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