Mentana: Offesa non sanabile. Si trovi un avvocato

Il direttore rinuncia alla querela
Beppe Grillo torna a parlare di Internet, bufale sul web e necessità di ristabilire la verità. E lo fa, come da tradizione, con un post sul suo blog intitolato. «Una giuria popolare per le balle dei media» in cui parla di giornali e tv come «primi fabbricatori di notizie false nel Paese» e dice: «Sono loro che devono essere controllati».

Qualche giorno fa è apparso un articolo sul quotidiano La Stampa in cui si parlava di Beatrice di Maio e della sua attività di presunta propaganda M5S, notizia ripresa da vari altri tg e quotidiani, e l’ipotesi di un interesse del Movimento 5 Stelle per una banca, titolo di apertura de Il Giornale. A fronte di quelle che il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo  bolla come «balle propinate ogni giorno da tv e giornali» lancia la proposta di una «giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media». 

« Propone che, cittadini scelti a sorte» «a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo» (l’obbligo di rettifica, peraltro, è già contenuto nel diritto italiano, nella legge sulla stampa n.47 del 1948 e nella legge nell’Ordine dei giornalisti n.69 del 1963 n.d.r.) conclude Grillo auspicando le scuse del direttore de La Stampa e «di tutti coloro che hanno ripreso acriticamente un articolo provato falso».

Un tema caldo, parole che non potevano passare inosservate. E che hanno suscitato la pronta reazione di  Enrico Mentana, direttore del tg di La7, che sul suo profilo Facebook ha scritto  «In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un'offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile».

DIRETTORE NON SE LA PRENDA
Non è colpa sua se l'Italia è al 77esimo posto nel mondo come libertà di stampa dietro a Burkina Faso e Botswana ;
Non è colpa sua se abbiamo causato milioni di morti in Iraq con le nostre bombe per una prova falsa;
Non è colpa sua se la stampa di tutto il mondo fomenta lo scontro tra Russia e USA a colpi di fake news (come recentemente ammesso dal Washington Post);
Non è colpa sua se milioni di italiani vivono costantemente incazzati perché la loro realtà è l'opposto di quella patinata raccontata in TV;
Non è colpa sua se le elezioni politiche di qualsiasi paese sono ostaggio della stampa e di chi la finanzia per vincerle.
E allora c'è bisogno di prendersela?
Forse, oppure potrebbe dare una mano per liberare il nostro Paese da chi lo vuole intellettualmente morto.
Si potrebbero denunciare pubblicamente tutte le falsità che vengono dette quotidianamente da TG e giornali, si potrebbe dire chiaramente che la storiella delle "fake news", nata in USA e divulgatasi tantissimo in Europa, altro non è che un modo per bloccare internet proprio nell'anno in cui la sua influenza sulla società ha superato quella dei media tradizionali, si potrebbe far comprendere agli italiani che ciò che va ricomposto è il senso critico e, per farlo, servono politiche giuste sulla scuola pubblica che mettano al centro lo sviluppo della coscienza dell'alunno.
Direttore non se la prenda, si impegni in questa battaglia.

Dopo il post di "riappacificazione" apparso sul blog del Movimento 5 Stelle nel quale il giornalista veniva invitato a "non prendersela" e si precisava che il riferimento al suo telegiornale "rientrava in una denuncia politica" ed era legata a motivi di "par condicio", Enrico Mentana non querelerà Beppe Grillo. Lo scrive il direttore del Tg La7 sul suo profilo facebook .

fonte e foto la rete

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