Uno Bianca La Strage Del Pilastro
E’ il giorno del 26/o anniversario della
strage de Pilastro, dove la banda della Uno Bianca assassinò i tre giovani
carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini. Il 4 gennaio 1991
la banda – composta da
poliziotti-romagnoli dediti a rapine e omicidi – spezzò le loro vite .
Il 4 gennaio 1991
intorno alle 22, presso il quartiere Pilastro di Bologna, una pattuglia
dell'Arma dei Carabinieri composta da Stefanini Otello, Mitilini Mauro, e
Moneta Andrea cadde sotto le pallottole del gruppo criminale della Uno Bianca
“una associazione di morte e scelleratezza”. La banda si trovava in quel luogo
per caso, essendo diretta a San Lazzaro di Savena, in cerca di un’auto da rubare.
All'altezza
delle Torri, in via Casini, l'auto della banda fu sorpassata dalla pattuglia
dall'Arma. La manovra fu interpretata dai criminali come un tentativo di
registrare i numeri di targa e pertanto decisero di liquidare i carabinieri.
Dopo averli affiancati, Roberto Savi esplose alcuni proiettili
verso i militari, sul lato del conducente Otello Stefanini. Nonostante le
ferite gravi subite, il militare cercò di fuggire, ma andò a sbattere contro
dei cassonetti della spazzatura. In breve tempo l'auto dei Carabinieri fu
investita da una pioggia di proiettili. Gli altri due militari, Andrea Moneta e
Mauro Mitilini, riuscirono a lasciare l'abitacolo e a rispondere al fuoco,
ferendo tra l'altro Roberto Savi. La potenza delle armi utilizzate dalla banda
però non lasciava speranze ed entrambi i carabinieri rimasero sull'asfalto. I
tre furono finiti con un colpo alla nuca.
Il gruppo criminale si impossessò anche del foglio di servizio
della pattuglia e si allontanò dal luogo del conflitto a fuoco. La Uno bianca
coinvolta nel massacro fu abbandonata a San Lazzaro di Savena nel parcheggio di
via Gramsci ed incendiata; uno dei sedili era sporco del sangue di Roberto
Savi, rimasto lievemente ferito all'addome durante il conflitto a fuoco. Il
fatto di sangue fu subito rivendicato dal gruppo terroristico "Falange
Armata". Tale rivendicazione fu però ritenuta inattendibile, in quanto
giunta dopo il comunicato dei mass media. La strage rimase impunita per circa
quattro anni. Gli inquirenti seguirono delle piste sbagliate, che li portarono
ad incriminare soggetti estranei alla vicenda.
In seguito, saranno gli stessi assassini a confessare il delitto
durante il processo.
Per l'immagine
e il testo si ringrazia la pagina FB " Onore ai Caduti ".

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