Il Senato salva Minzolini e rottama la Severino

In Italia può succedere che un condannato in via definitiva per peculato, con tanto di interdizione dai pubblici uffici per due anni e mezzo, riceva 10mila euro al mese perché qualcuno non decide. E’ il caso di Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia che dal lontano 12 novembre 2015 vive in un limbo dorato che si nutre dell’inerzia e dei giochini della politica. “E’ una sentenza politica, evidentemente c’è qualcuno che mi vuole vedere fuori dal Parlamento”, aveva commentato lui a caldo. Aveva anche detto “comunque vada mi dimetto”. Ma il tempo è tiranno: la sua condanna in Cassazione ha effettivamente aperto la strada per la decadenza, ai sensi della legge Severino, ma a distanza di tanto tempo  è ancora senatore della Repubblica. Il 18 luglio 2016 la giunta per le immunità del Senato ha deliberato la revoca del mandato, ma per ben otto mesi  i partiti fanno fatto  melina per evitare la prova dell’aula.
PRESENTA ZIONE DEL LIBRO L'ORO DELLA CAMORRAIeri con 137 voti a favore, 94 contrari e 20 astenuti l’Aula ha annullato il parere della Giunta di otto mesi fa sulla revoca del mandato ai sensi della legge Severino. Lo ha fatto con l’aiuto decisivo del Pd che ha prestato 19 voti alla causa – tutti molto renziani nonché “insospettabili”, come Rosaria Capacchione – e 24 assenti. Dopo 7 mesi di rinvii, l’epilogo è che la Casta si mette al di sopra della legge, che quindi non è più uguale per tutti.
All’annuncio del presidente Pietro Grasso scrosciano applausi, pacche sulle spalle, qualche decadenzalacrima e abbracci tra i sodali strenuamente o nascostamente avversi alla cacciata del senatore di Forza Italia.
Per il Movimento 5 Stelle si tratta di “un atto eversivo contro le istituzioni”. I grillini hanno organizzato una conferenza stampa poco dopo il voto e l’attacco più duro lo ha pronunciato Luigi Di Maio: “Non vi lamentate  se i di maiocittadini poi protestano in maniera violenta”, ha detto. “Molti dei voti che hanno salvato Minzolini sono dei renziani. Si è trattato di un atto di una violenza inaudita, un atto eversivo contro le istituzioni della Repubblica, l’atto di un partito al governo che, da oggi, sancisce il principio che la legge non è più uguale per tutti. Per la legge di questo Stato, Minzolini non potrebbe fare nemmeno il collaboratore scolastico o il netturbino.
“Il Nazareno è risorto: ieri Forza Italia ha salvato Lotti, oggi il Pd ha salvato Minzolini”, ha commentato Nicola Morra. Più esplicito ancora Michele Giarrusso: “Tra il Pd e FI c’è stato di fatto un voto di scambio. I dem ieri hanno salvato Lotti per lo più uscendo dall’Aula e facendogli abbassare il quorum e loro oggi gli hanno salvato Minzolini che resta senatore di Fi. E’ una vera vergogna. Hanno dimostrato di essere una Casta che vuole restare al di sopra della legge”. “Pagherete anche questa, siete da radere al suolo”, ha detto Roberto Fico, presidente Vigilanza Rai.
Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha commentato a Otto e mezzo (La7) il travagliovoto che ha salvato il parlamentare di Forza Italia, Augusto Minzolini, dalla decadenza, nonostante la legge Severino . “Il voto che ha salvato Minzolini è un atto eversivo. È un colpo di stato.  ”Io credo che l’incitamento alla violenza sia venuto dal voto del parlamento e vorrei che non si sottovalutasse quello che è accaduto oggi nell’aula del Senato“.
Il parlamento prima approva una legge, e poi quegli stessi partiti la calpestano platealmente mettendosi d’accordo tra maggioranza e opposizione. Questo significa – continua Travaglio – che stanno rivendicando il fatto di essere al di sopra delle leggi, in uno scambio di favori con Forza Italia che ieri ha salvato Luca Lotti. Questa è una provocazione di una classe politica completamente accecata dal terrore delle indagini. Mi auguro – conclude il direttore Travaglio – che i cittadini siano molto più responsabili della loro classe politica”.

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