Le contraddizioni di Trump sulla Siria: nel 2013 diceva “non dobbiamo intervenire”

Donald Trump ha dato l’ok all’attacco missilistico verso la Siria, definito “mirato” perché indirizzato a una base militare dalla quale si ritiene che il presidente Assad abbia portato avanti l’attacco chimico che ha sdegnato l’opinione pubblica. Trump è tuttavia stato criticato per una mancanza di coerenza con sé stesso.
Dopo l’attacco missilistico di Trump alla Siria, ecco un’ulteriore riprova di come il Presidente degli Stati Uniti sia molto incline a cambiare repentinamente idea su quanto sostiene. In passato infatti aveva chiesto a Obama di non intervenire in quella zona del mondo ed eventualmente concentrarsi sui problemi interni.
I tweet dell’incoerenza:
trumpNel giugno 2013 Trump scrisse: “Dovremmo stare fuori dalla Siria, i “ribelli” sono pessimi come lo è l’attuale regime. Cosa avremmo in cambio nelle nostre vite e cosa ci guadagneremmo? Zero”. Questo concetto venne ripetuto anche nel 2015 in un’intervista alla CNN.
“Il Presidente [Obama] deve avere il permesso del Congresso prima di attaccare la Siria, grande errore se non lo fa”.
Settembre 2013: “Lo dico ancora al nostro sciocco leader, non attaccare la Siria, se lo farai molte cose brutte accadranno e da questa battaglia gli Stati Uniti non prenderanno nulla”.
“Presidente Obama, non attaccare la Siria. Non ci sono lati positivi, solo lati negativi. Conserva il tuo potere per altri e più importanti giorni”
“Obama deve ora cominciare a focalizzarsi sul NOSTRO PAESE, lavoro, sanità e tutti gli altri problemi.
Attacco missilistico:
Invece la Siria non l’ha dimenticata nessuno, specialmente Trump. Alcuni analisti sostengono che l’attacco chimico di Assad abbia risvegliato un sentimento latente da giustiziere in Trump. Resta comunque evidente come Trump non abbia mantenuto la promessa di rimanere fuori”.
obamaObama aveva minacciato di bombardare Assad come ha fatto Trump, nel 2013: ma alla fine fu evitato l’attacco tramite un lavoro diplomatico alle spalle che coinvolse anche la Russia. Che ora è invece indispettita dagli eventi.
Gli Stati Uniti hanno colpito questa base militare. Non sono stati annunciati altri attacchi, ma ora il problema è ricucire lo strappo con la Russia. La Turchia ha invece espresso soddisfazione per l’attacco, allineandosi  con Israele.
Attacco senza sentire il congresso:
La deputata dei democratici Barbara Lee: “Questo è un atto di guerra. Il Congresso deve riunirsi e parlare. Non farlo sarebbe come abdicare dalle nostre responsabilità”. Il senatore Rand Paul, repubblicano: “Siamo tutti preoccupati per le atrocità in Siria, ma gli Stati Uniti non sono stati attaccati. Il Presidente ha bisogno dell’autorizzazione del Congresso per le azioni militari come stabilito dalla Costituzione”
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