Si fingono feriti di guerra in Libia ed entrano in Europa con documenti falsi, capi Isis curati a Pescara.


Mentre l’opinione pubblica è impegnata da giorni a cercare di capire quale sia il reale ruolo svolto dalle Ong nell’enorme business che si è sviluppato con l’accoglienza di profughi e se siano vere le presunte connivenze tra scafisti e associazioni benefiche, scoppia un altro caso che farà discutere.

Un rapporto dei servizi segreti italiani di diverse settimane fa informa che alcuni capi dell’Isis sarebbero giunti in Italia e curati in alcuni ospedali, infiltrandosi e fornendo false generalità.
Secondo il rapporto citato dai giornali ci sarebbe una vera e propria rete “solidale” per portare Jiadisti in Italia e in Europa per curarli. I feriti verrebbero spacciati come libici mentre in realtà sarebbero terroristi arabi e non si capisce come e perchè poi siano finiti proprio a Pescara per essere curati.
belLa notizia, diffusa dal The Guardian, è stata ripresa dal quotidiano indipendente ‘La verità’ fondato e diretto da Maurizio Belpietro. Grazie a un corridoio umanitario attivato tra l’Italia e la Libia, alcuni jihadisti sarebbero stati curati a Pescara spacciandosi per soldati regolari del governo libico e utilizzando documenti falsi. Ed una volta curati pare siano circolati liberamente per l’Europa forti della loro falsa identità.
A Pescara sarebbe stato curato Qais Bin Hamid,  poi trasferitosi a Milano, città da cui avrebbe fatto partire un bonifico da 921.500 euro a favore di una società di diritto cinese. Qais, assieme al fratello Wissam, era la mente dell’organizzazione per lo spostamento e l’assistenza in Italia ai terroristi che si fingevano feriti libici. Anche Arkam Bin Hamid, segnalato dall’intelligence come un pericoloso combattente di spicco dell’Isis, sarebbe stato operato alla gamba in una struttura sanitaria di Pescara e rimasto in città per qualche giorno.
fonte rete

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