Charlie Gard: Beppe Grillo sul blog ha scritto “Europa senz’anima”.

Corte europea dei diritti dell’uomo 
Martedì scorso, i giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno respinto l’appello dei genitori di Charlie Gard, dopo la decisione della Corte Suprema del Regno Unito di sospendere le cure al piccolo di dieci mesi. Chris Gard e Connie Yates avevano chiesto di esaminare se poteva essere nell’interesse di loro figlio sottoporlo a una terapia sperimentale negli Stati Uniti.
Charlie Gard è uno dei 16 bambini al mondo a soffrire della sindrome di deperimento mitocondriale, una malattia ereditaria che non fa funzionare nel modo giusto i mitocondri (che producono l’energia necessaria per le funzioni vitali delle cellule) e provoca il progressivo indebolimento dei muscoli e danni al cervello. Il piccolo, ricostruisce BBC, era nato in buona salute il 4 agosto scorso. Dopo due mesi aveva iniziato a perdere forze e peso. In ospedale, poi, gli era stata diagnosticata la malattia. Da allora il bambino è in terapia intensiva al Great Ormond Street Hospital.
La Corte ha definito “inammissibile” la loro richiesta e detto che la decisione presa può considerarsi “definitiva”. Secondo i giudici, un ulteriore trattamento “continuerebbe a causare gravi danni a Charlie”. Il bambino potrebbe essere “esposto a continui dolori e sofferenze” e la terapia sperimentale chiesta dai genitori “non avrebbe alcun prospettiva di successo e non darebbe alcun beneficio”. Per questo motivo, la Corte “ha ritenuto opportuno sospendere la misura provvisoria” con la quale aveva chiesto ai medici di tenere in vita il piccolo fino a quando non fosse stata presa una decisione definitiva.
Questa decisione arriva dopo un percorso giudiziario iniziato a marzo, quando la Divisione Famiglia dell’Alta Corte di Londra ha iniziato a seguire il caso dopo che i medici dell’ospedale pediatrico londinese avevano dichiarato che ogni tentativo di “continuare sulla strada della terapia sperimentale sarebbe dunque un atto di accanimento terapeutico, avrebbe provocato dolore e negato al neonato una morte dignitosa”. Il quadro clinico di Charlie Gard era peggiorato a tal punto  -l’encefalopatia conseguente alla malattia secondo gli esperti, aveva danneggiato irreversibilmente il cervello del neonato, impedendogli di respirare autonomamente e deglutire – da rendere inutile ogni tentativo di cura.
Durante l’udienza alla Corte Suprema britannica, scrive il Guardian, l’avvocato della famiglia, Richard Gordon QC, aveva detto ai giudici: «La questione in gioco è se lo Stato abbia il potere di intromettersi nelle decisioni prese dai genitori per imporre la morte del loro figlio prima che giunga alla fine dei suoi giorni. Questi sono genitori modello che cercano di fare tutto quello che possono a beneficio del loro bambino. Il loro punto di vista su ciò che è meglio per Charlie differisce da quello della Corte».
Nel motivare la sentenza, i giudici europei hanno affermato che “le valutazioni delle corti britanniche erano state meticolose e che i giudici europei non si stavano sostituendo alle competenti autorità nazionali”, ricostruisce ancora il quotidiano britannico. “I tribunali nazionali hanno preso le loro decisioni sulla base di evidenze estese e di alta qualità, portate da esperti”.
«I nostri pensieri sono rivolti ai genitori di Charlie, sappiamo che ricevere questa notizia sarà molto doloroso», ha dichiarato un portavoce del Great Ormond Street Hospital, commentando la sentenza. «La decisione odierna della Corte europea dei diritti umani segna la fine di un processo molto difficile e la nostra priorità è quella di fornire ogni possibile supporto ai genitori di Charlie mentre ci prepariamo per i prossimi passi». Secondo i medici specialisti dell’ospedale, Charlie non ha alcuna possibilità di sopravvivenza e il trattamento sperimentale che avrebbero voluto tentare i genitori non avrebbe migliorato le sue condizioni già molto critiche.
Per sostenere le spese della cura sperimentale negli Stati Uniti, Connie Yates e Chris Gard avevano lanciato nei mesi scorsi una campagna crowdfunding, che aveva permesso loro di raggiungere 1,3 milioni di sterline grazie a oltre 83mila donazioni. La mamma del neonato aveva già indicato che, nel caso in cui il ricorso fosse stato respinto e Charlie non avesse avuto nessuna possibilità, i soldi sarebbero andati a una organizzazione di beneficenza per le sindromi di deperimento mitocondriale. «Vorremmo salvare altri neonati e bambini perché è stato dimostrato che questi farmaci funzionano e abbiamo onestamente tanta fiducia in loro. Se Charlie non ha questa possibilità, faremo in modo che altri bebè e bambini innocenti siano salvati», aveva dichiarato Connie Yates.
Stando ai programmi i medici del Great Ormond Street Hospital  avrebbero dovuto staccare la spina oggi intorno alle 12, ma hanno deciso di dare un po’ più di tempo ai genitori per stare con il bambino: in un primo momento la coppia aveva chiesto di poter portare Charlie a casa, ma non è stato possibile accontentarli.
papa mamma figlio1In un post su Facebook, i genitori di Charlie hanno scritto che l’ospedale ha preso la decisione di sospendere le cure e che quelle trascorse sono le loro “ultime ore preziose” con il figlio. “Non ci è permesso di scegliere se nostro figlio debba vivere e non ci è nemmeno permesso di decidere quando e dove Charlie dovrà morire. Charlie sapendo che è stato amato da migliaia di persone… grazie a tutti per tutto il vostro sostegno.
Da Renzi a Grillo fino a Salvini, tutti sembrano non avere dubbi: la Corte europea non avrebbe dovuto autorizzare i medici inglesi a interrompere le cure al piccolo Charlie contro il volere dei genitori che invece avrebbero voluto portarlo negli Usa per una cura sperimentale. Il  primo a esporsi è stato Beppe Grillo sul blog: “Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo”. Poi il segretario Pd Matteo Renzi su Facebook: “E un piccolo cucciolo d’uomo non valeva un’attenzione diversa delle autorità europee?”. Il Carroccio: “Omicidio con la complicità dell’Ue”.
Beppe Grillo  sul blog ha scritto un articolo dal titolo “Europa senz’anima”. Poi è intervenuto il leader del Carroccio Matteo Salvini: “Omicidio con Ue complice silente”. Infine il leader Pd Matteo Renzi su Facebook: “Il dolore di quei genitori e di quel bambino mi rimbomba in testa continuamente.
grilkBeppe Grillo  ha deciso di schierarsi contro i giudici europei con un post sul blog. Il tema all’interno del Movimento è sicuramente molto controverso: nei mesi scorsi gli iscritti al Movimento in rete hanno votato con un plebiscito in favore del testamento biologico e dell’eutanasia. Oggi Grillo scrive: “Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz’anima”. Secondo Grillo il problema è il comportamento dell’Europa: “La corte europea per i diritti dell’uomo ha sentenziato: ciò che hanno deciso i tribunali inglesi riguardo la sospensione dei trattamenti per mantenere in vita il piccolo Charlie Gard va bene così. Non è entrata nel merito la corte europea. Si è comportata come una corte di cassazione: non è più un processo al fatto in sé, ma piuttosto alla forma dei gradi di giudizio precedenti. E’ incredibile, significa che tutta la Ue non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale”. Secondo Grillo “avere la risposta in tasca per situazioni come queste è arrogante in ogni caso, ma la vita va salvaguardata senza dubbio. Per altro una malattia che distrugge i microscopici polmoni che stanno dentro le cellule (i mitocondri) progressivamente e senza eccezioni note è una specie di incubo solido! Un orrore che condanna a morte certa un bellissimo bimbo. La speranza è vissuta nell’intimità di una dimensione assolutamente soggettiva, il piccolo non è in morte cerebrale, i suoi genitori chiedono che vengano semplicemente proseguite le terapie di sostegno vitale mentre si preparano a togliere il disturbo per correre negli Usa, grazie ad una colletta record (da 1,3 milioni di sterline). Tantissimi cittadini britannici hanno accordato una fiducia a quella speranza, con un appoggio economico! Neppure da quella campana ci sentono i nostri spettrali banchieri della Ue?“. Quindi la conclusione contro l’Unione europea: “C’è un modo di dire che amo tantissimo: “non esistono atei in trincea” soltanto che in questa storia la trincea riguarda solo il Papà e la Mamma del piccolo Charlie … Mentre la Corte europea e la Ue nel suo insieme assomiglia sempre di più al pubblico non pagante di un circo romano, dove dei disgraziati lottavano sperando di sopravvivere, ancora un po’”.
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