La chiesa, dopo aver scomunicato i mafiosi, vuole fare altrettanto con i corrotti.
Naturalmente il Santo Padre ha i titoli per disciplinare il proprio gregge come ritiene opportuno. Non mi permetterò mai di contestarne le iniziative, tuttavia non posso ignorare la portata delle parole di Bergoglio e dei suoi aiutanti.
Papa Francesco ha scomunicato i mafiosi. Bene. Sono contento. Però mi domando. Se un uomo o una donna si sono affiliati a una cosca per motivi personali, decidendo conseguentemente di infischiarsene dei comandamenti mosaici, cosa volete che gli importi se il successore di Pietro non li vuole tra i piedi? I picciotti non sono chierici, non sono neanche eretici, fanno parte a ogni effetto della criminalità organizzata, il loro scopo é raccattare soldi delinquendo, violando la legge dello Stato oltre a quella divina. Una scelta sbagliata, d’accordo, però libera, quantomeno dettata dal desiderio di guadagnare denaro e non un posto in paradiso. Chi delinque per campare ha rinunciato automaticamente ad essere onesto sul piano civile e, a maggior ragione, su quello religioso. Si é scomunicato da solo senza la spinta del Santo Padre. Non ha bisogno che qualcuno ufficialmente lo sbatta fuori dalla chiesa, ne é uscito per conto proprio.
Non mi si venga a dire che un assassino di mestiere non sa di essere indegno dell’eucarestia. Non é il caso sia il Papa a dirglielo. È vero che molti mafiosi tengono molto ad assistere ai riti parrocchiali, a sfilare in processione, a divertirsi alle feste comandate. La loro non é certamente una manifestazione di fede in Cristo, bensì una forma di adesione pubblica al cristianesimo di timbro conformistico. In pratica, una formalitá da rispettare per non essere esclusi dal consorzio sociale.
Nonostante questa evidenza, ora il cardinale Turkson propone di scomunicare anche i corrotti, che non sono tali per fare dispetto a Gesù, ma per intascare quattrini. È da ingenui supporre che un individuo malavitoso si penta perché i preti lo sgridano. Semmai la sua preoccupazione é di non farsi beccare in fallo dai carabinieri. Non temono il curato: sono terrorizzati dal magistrato.
Per rimanere in ambito cattolico segnalo che i dirigenti vaticani fanno un tifo sfrenato per la cittadinanza ai bimbi nati in Italia da genitori stranieri, la legge denominata ius soli, e giudicano stolti, anzi mascalzoni, coloro che invece sono ostili a tale provvedimento. I monsignori sono leggermente presuntuosi: se hai opinioni diverse dalle loro sei un deficiente. Perché non cominciano loro a dare il buon esempio, regalando la cittadinanza vaticana?
fonte quotidiano.it libero

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