Lo “ius soli” e la distruzione della cittadinanza

Dopo mesi di stallo, il Pd accelera all’improvviso sulla legge per l’estensione della cittadinanza.
La legge sullo ius soli, ignorata dalla maggioranza renziana per mesi, diventata oggetto di promesse solenni dai tempi dei tempi (“Mettiamo la fiducia” Orfini l’ha ripetuto decine di volte), diventa altro carburante nell’unica battaglia che divide ancora centrosinistra e centrodestra, che riforma le coalizioni tradizionali come alle ultime elezioni comunali.
“E’ arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti i bambini nati qui come cittadini italiani. Glielo dobbiamo, è un atto doveroso e di civiltà. Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto nelle prossime settimane”. Dopo giorni di polemiche sulla legge per lo Ius soli in discussione al Senato, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è intervenuto alla manifestazione di Repubblica a Bologna e ha ribadito il suo appoggio al provvedimento.
gentiloniSecondo Gentiloni chi parla di minaccia alla sicurezza se dovesse passare il provvedimento sbaglia: “So benissimo”, ha detto, “che c’è parte del Parlamento e dell’opinione pubblica che guarda con diffidenza a questa decisione. A loro voglio dire due cose: la prima è che diventando cittadino italiano si acquisiscono diritti ma anche doveri quindi si dà la possibilità a questi bambini non solo di sentirsi italiani, ma anche di essere italiani”.
Chiediamo a Gentiloni cosa ne pensa della storia di  Pontedera, trentamila anime sulle rive dell’Arno in provincia di Pisa. Dove, da sempre, nel centro sportivo Bellaria, la tradizionale merenda dei ragazzini è composta da qualche fetta di mortadella con la schiacciata. Ma quest’anno una decina di famiglie musulmane hanno protestato per quell’alimento che, secondo il Corano, è vietato. Per questo l’istituto comprensivo Pacinotti ha deciso di cambiare lo spuntino per tutti e quattrocento i ragazzi del gruppo sportivo e a chi chiedeva spiegazioni, la scuola avrebbe risposto citando una direttiva del governo ancora sconosciuta. E’ questa la visione dell’integrazione secondo la quale non sono gli immigrati a doversi adeguare alle leggi e alle usanze italiane, ma gli italiani a dover tollerare le usanze degli stranieri ?. Lo ius soli diventerà un grimaldello per introdurre in Italia idee, leggi e trazioni completamente contrarie alla nostra concezione di Diritto.
Stanno con successo riuscendo a far passare per plausibile l’inimmaginabile. Il capitale finanziario ha oggi come propria norma di sviluppo la destabilizzazione dello stabile, la precarizzazione del solido, lo sradicamento del radicato. Non vuole lavoratori tutelati, ma precari. Non vuole cittadini, ma migranti apolidi con erranza globale coatta.
Il capitale non vuole integrare i migranti. Vuole, invece, disintegrare i non-ancora-migranti. Non vuole cittadini radicati, attivi, con diritti. Vuole masse di schiavi apolidi, senza radici e senza stabilità lavorativa, etica ed esistenziale. Ci vuole tutti migranti e precari, disponibili per le pratiche della valorizzazione illimitata del valore.
Ed è in quest’ottica esiziale che deve essere letto il famigerato ius soli: con esso, si diventa tutti egualmente cittadini. Senza distinzioni. L’apice della uguaglianza, si potrebbe pensare. Ma il capitale conosce solo l’uguaglianza dell’irrilevanza. Ossia ci rende tutti eguali nel senso di tutti egualmente irrilevanti. Chiama privilegi i diritti: per poterli distruggere in nome della lotta ai privilegi.
Useranno questo grimaldello non per renderci tutti cittadini eguali, come sarebbe giusto: ma per distruggere il concetto di cittadinanza, con la gamma di diritti che esso storicamente implica. Si diventa tutti cittadini in astratto e, in concreto, il concetto di cittadinanza è svuotato: meglio, è rioccupato dal concetto di consumo. Il cittadino ha diritti che gli spettano in quanto tale. Il consumatore ha tanti diritti quanti può effettivamente acquistarne.
diopPaolo Diop cittadino italiano, nato in Senegal e arrivato nel Belpaese quando aveva appena due mesi, responsabile immigrazione del “Movimento nazionale sovranità” dovrebbe essere uno spot vivente allo ius soli, invece si schiera contro e lo combatte.
“Proprio perché io ho atteso tanto per ottenere la cittadinanza – dice – ho studiato e incamerato la nostra cultura, penso che la legge in approvazione sia un enorme errore”. “L’italianità è una cosa seria – spiega – Una questione di identità e cultura”. Così, mentre al Senato è in corso una bagarre infinita sull’approvazione dello ius soli Temperato, presentato da Pd, Mdp e Sinistra Italiana, lui scende in piazza per gridare il suo “no” alla “svendita dell’Italia”.
Diop dice che la legge che prevede che possano ottenere il passaporto italiano i minori nati qui con genitori stranieri in possesso di un permesso di soggiorno illimitato non gli piace per tanti motivi.
Innanzitutto perché non farà altro che favorire i trafficanti di esseri umani. Ogni giorno sono in cerca di nuove motivazioni per convincere i potenziali migranti a partire per l’Europa. E quale miglior motivazione del sogno della cittadinanza per convincere una donna a partire per l’Italia? Ne approfitteranno per raccontare che ‘basta partorire in Italia per ottenere la cittadinanza’. Per troppo tempo si è sottovaluto il network dei mercanti di esseri umani, una organizzazione capillare con un fatturato di centinaia di milioni di dollari l’anno che sfrutta la disperazione per arricchirsi.
È impensabile pretendere di concedere la cittadinanza a un bambino nato in Italia senza darla anche ai suoi genitori. Si verrebbe a creare un’enorme distorsione nel Diritto di famiglia. Il figlio cittadino italiano, il padre e la madre no: siamo alla follia”.
In moltissime culture, specie quella indiana, pakistana e più in generale quella islamica, vige l’usanza di imporre alle donne un marito non scelto da loro ma dalla famiglia, spesso per ragioni di interesse. Oppure la donna viene raggirata con promesse mirabolanti di vita agiata in Italia. Pensate per un attimo quale ‘valore contrattuale’ avrà il miraggio della cittadinanza per sé e per i propri figli”.
“Nel Belpaese c’è questa visione distorta dell’integrazione secondo la quale non sono gli immigrati a doversi adeguare alle leggi e alle usanze italiane, ma gli italiani a dover tollerare le usanze degli stranieri. Lo ius soli diventerà un grimaldello per introdurre in Italia idee, leggi e trazioni completamente contrarie alla nostra concezione di Diritto. In sostanza verrebbe meno proprio quella motivazione, l’integrazione, che è alla base dell’idea stessa di cittadinanza”.
La legge prevede anche una sorta di ius culturae, con la cittadinanza data a quei ragazzi under 12 che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola,  ma la norma ha una lacuna fondamentale: manca un esame di Stato finale che attesti che quel ragazzo è culturalmente legato alla nostra società. Ci sono esempi di giovani che dopo un percorso di studi completo non hanno incamerato nulla. L’italianità non è una questione di passaporto, ma di identità. Dobbiamo distinguere tra chi è italiano perché ama il Paese e chi invece mantiene la propria ideologia culturale senza incamerare la nostra, anche se ha studiato qui.
La sinistra ha accelerato così i tempi di approvazione perché porta voti per il futuro, visto che gli italiani non li voteranno più. E la più accanita è la Boldrini, parte integrante del piano di sostituzione degli italiani.
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