Donald Trump e Vladimir Putin, presidenti di Stati Uniti e Russia, si sono incontrati per la prima volta faccia a faccia durante il G20 di Amburgo, in Germania.
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| Donald Trump e Vladimir Putin faccia a faccia durante il G20 di Amburgo |
Il 7 luglio Donald Trump e Vladimir Putin, presidenti di Stati Uniti e Russia, si sono incontrati per la prima volta faccia a faccia durante il G20 di Amburgo, in Germania.
La durata prevista inizialmente era di 35-45 minuti. Invece, il faccia a faccia tra il presidente americano, Donald Trump, e il capo del Cremlino, Vladimir Putin, a margine del vertice G20 ad Amburgo, è andato avanti per più di due ore. E al termine i due Paesi hanno trovato un accordo di tregua per un cessate il fuoco nel Sud-ovest della Siria, che entrerà in vigore domenica 9 luglio, alle ore 12 di Damasco e per la nomina di Kurt Volker, un inviato statunitense in Ucraina. Per il resto, hanno parlato di Corea del Nord e delle presunte interferenze russe nelle elezioni statunitensi. In questo caso ci sono una versione russa e una statunitense, ovviamente. Prima dell’incontro i due si sono fatti fotografare, si sono dati la mano e Trump ha detto di essere “onorato” di trovarsi lì con Putin.
L’incontro, il primo tra i due, era molto atteso. Il presidente russo aveva detto di essere
felice di vedere di persona l’omologo statunitense: “Abbiamo parlato al telefono diverse volte su questioni bilaterali e internazionali molto importanti, ma le conversazioni telefoniche non sono mai abbastanza” ha detto Putin. “Se vogliamo risolvere le questioni bilaterali e quelle internazionali, abbiamo decisamente bisogno di incontri di persona. Sono felice di poterla incontrare e spero, come ha detto lei, che il nostro incontro porti risultati positivi”.
felice di vedere di persona l’omologo statunitense: “Abbiamo parlato al telefono diverse volte su questioni bilaterali e internazionali molto importanti, ma le conversazioni telefoniche non sono mai abbastanza” ha detto Putin. “Se vogliamo risolvere le questioni bilaterali e quelle internazionali, abbiamo decisamente bisogno di incontri di persona. Sono felice di poterla incontrare e spero, come ha detto lei, che il nostro incontro porti risultati positivi”.
All’incontro erano presenti anche Rex Tillerson (segretario di stato statunitense, una specie di ministro degli Esteri) e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Sono stati loro a fornire le maggiori informazioni sull’incontro. Tillerson ha detto che Trump ha insistito molto con Putin sulla questione delle intercettazioni e che alla fine i due hanno concordato sul non essere d’accordo. Lavrov ha invece detto che Trump «ha ascoltato quello che Putin aveva da dire sulla questione e ha accettato le sue dichiarazioni». A differenza di quanto detto da Lavrov, Tillerson non ha però parlato del fatto che Trump abbia accettato la versione di Putin. Sia Tillerson che Lavrov hanno però detto che i due presidenti si sono impegnati per provare a superare le divergenze del passato.
La conseguenza più importante dell’incontro è stato l’accordo per il cessate il fuoco in parte della Siria: rappresenta il primo caso di cooperazione tra Russia e Stati Uniti per quanto riguarda quel conflitto, ha ricordato il Washington Post. Precedenti accordi per il cessate il fuoco in Siria si sono però rivelati inefficaci, motivo per cui lo stesso Tillerson ha detto: «Vedremo come andrà».
Il New York Times ha scritto che «Trump era arrivato a quell’incontro sperando di mettere fine alle domande sulla sua elezione», che «Putin voleva un modo per mettere fine alle sanzioni occidentali, imposte dopo l’annessione della Crimea e le interferenze in Ucraina che stanno mettendo a dura prova la Russia» e che «nessuno dei due ha ottenuto quello che voleva». Il New York Times ha anche sottolineato che si è parlato anche – in modo piuttosto vago – di un nuovo modo per prevenire attacchi informatici di vario tipo.
Ogni primo incontro tra un presidente statunitense e uno russo è sempre stato molto atteso; questo lo era però in modo particolare: durante la campagna elettorale
statunitense, Trump e Putin si erano fatti molte dichiarazioni di stima reciproca; negli ultimi mesi sono invece arrivate le accuse al governo russo di avere interferito nelle elezioni americane, le tensioni derivanti dal fatto che i due paesi stanno combattendo su due fronti diversi nella guerra in Siria, e la promessa mai mantenuta di Trump di togliere le sanzioni americane alla Russia imposte dall’amministrazione Obama per l’intervento russo in Ucraina orientale.
statunitense, Trump e Putin si erano fatti molte dichiarazioni di stima reciproca; negli ultimi mesi sono invece arrivate le accuse al governo russo di avere interferito nelle elezioni americane, le tensioni derivanti dal fatto che i due paesi stanno combattendo su due fronti diversi nella guerra in Siria, e la promessa mai mantenuta di Trump di togliere le sanzioni americane alla Russia imposte dall’amministrazione Obama per l’intervento russo in Ucraina orientale.
Secondo gli esperti il linguaggio del corpo di Trump durante l’incontro con Putin è “completamente diverso” rispetto al solito . Con i colleghi capi di Stato, Trump viene spesso accusato di comportarsi da “bullo”. Il presidente Usa afferma la sua supremazia servendosi anche del linguaggio del corpo: strette di mano lunghe e potenti sono diventate il marchio di fabbrica con il quale si presenta ai politici, mettendo in chiaro, sin da subito, chi tra i due sia il più importante.
Eppure, quando è toccato a Putin subire il vigoroso saluto, qualcosa non è andato
come al solito. Alcuni esperti hanno analizzato il linguaggio del corpo – di The Donald – emerso durante un filmato girato dietro le quinte, che ha ripreso l’incontro tra il capo del Cremlino e quello della Casa Bianca – notando qualcosa di “completamente diverso” rispetto al solito. “In ogni singola stretta di mano che ho vista (e le ho guardate tutte) lui vuole essere la forza dominante”, ha raccontato al Boston Globe Tonya Reiman, autrice del libro “The Power of Body Language”, tra le tante a notare un atteggiamento meno aggressivo. Nella scena, infatti, una stretta di mano fugace è accompagnata da un’amichevole stretta al braccio sinistro. “Vedete che Trump è molto cauto”, ha aggiunto Lilian Glass, esperta americana di comunicazione e linguaggio del corpo, “Non sorride, non si appoggia a Putin, ma si allontana”. Secondo Glass potrebbe essere dovuto alla preoccupazione di apparire “amichevole” con il presidente: “Probabilmente non vuole dare agli americani un’impressione sbagliata”
come al solito. Alcuni esperti hanno analizzato il linguaggio del corpo – di The Donald – emerso durante un filmato girato dietro le quinte, che ha ripreso l’incontro tra il capo del Cremlino e quello della Casa Bianca – notando qualcosa di “completamente diverso” rispetto al solito. “In ogni singola stretta di mano che ho vista (e le ho guardate tutte) lui vuole essere la forza dominante”, ha raccontato al Boston Globe Tonya Reiman, autrice del libro “The Power of Body Language”, tra le tante a notare un atteggiamento meno aggressivo. Nella scena, infatti, una stretta di mano fugace è accompagnata da un’amichevole stretta al braccio sinistro. “Vedete che Trump è molto cauto”, ha aggiunto Lilian Glass, esperta americana di comunicazione e linguaggio del corpo, “Non sorride, non si appoggia a Putin, ma si allontana”. Secondo Glass potrebbe essere dovuto alla preoccupazione di apparire “amichevole” con il presidente: “Probabilmente non vuole dare agli americani un’impressione sbagliata”
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