Giorgia Meloni contro Laura Boldrini: "Bavaglio buonista ai commenti su immigrati e rom"
L'Italia ha un problema con immigrazione clandestina, rom che vivono nell'illegalità e
il degrado? Basta non impedire di parlarne ed eccolo risolto. Giorgia Meloni punta il dito contro la
"grottesca" Commissione voluta dalla presidente della Camera Laura Boldrini per controllare, filtrare e laddove
necessario censurare i commenti giudicati "razzisti, xenofobi,
intolleranti". La Presidenta sogna un "gran giurì che
garantisca la correttezza dell'informazione" online. In sostanza, spiega
la leader di Fratelli d'Italia nella sua lettera-appello sulle pagine
del Giornale,
un "bavaglio" bello e buono.
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| La Boldrini vuole imporre il buonismo per legge |
Caro
Direttore,
vogliono che le persone siano uccise per strada per la
loro opinione politica, come capitato alla deputata britannica anti Brexit Jo
Cox? No? E allora è necessario limitare la libertà di espressione, mettere dei
filtri a internet, istituire un «gran giurì che garantisca la correttezza
dell'informazione».
Sarà lo Stato a stabilire cosa è vero e cosa è falso,
cosa si può dire e cosa no, quali parole è consentito utilizzare e quali sono
vietate, cosa può essere visto e scritto su internet e cosa debba essere
oscurato. Ti sembra eccessivo? Allora sei intollerante, xenofobo, razzista e
pure pericoloso. Non è la trama di uno scadente film di fantascienza, di quelli
con gli alieni di cartapesta con un faro rosso legato sulla testa con lo spago,
ma è il documento conclusivo
della Commissione istituita dal presidente della
Camera dei deputati, Laura Boldrini, per prevenire «i fenomeni d'odio». Il
ragionamento logico (se così vogliamo definirlo) del documento è il seguente:
esiste una «piramide d'odio» nella quale «stereotipi negativi, rappresentazioni
false o fuorvianti, insulti, linguaggio ostile» costituiscono la base delle
discriminazioni, dei messaggi d'odio e degli «atti di violenza fisica, fino
all'omicidio, perpetrati contro persone in base a qualche caratteristica come
il sesso, l'orientamento sessuale, l'etnia, il colore della pelle, la religione
o altro».
Lo «studio» della Commissione sostiene, in altre
parole, che esiste un collegamento diretto di causa ed effetto tra
un'informazione «non corretta» e la violenza. Da qui la conseguenza del
ragionamento: per contrastare la violenza e gli omicidi dei pericolosi xenofobi
che affollano le nostre società è giusto e necessario controllare
l'informazione. Ma questa è un'aberrazione pericolosa e un'idiozia di cui
ridere se non fosse pericolosa. È una tentazione che la sinistra ha da sempre e
che ritorna con forza ogni qual volta la sinistra si trova in difficoltà perché
perde consenso tra l'opinione pubblica. Invece di ascoltare la voce del popolo,
la sinistra vuole controllarla. Perché per questa gente la democrazia è una
bella cosa, ma solo finché la maggioranza dice e pensa ciò che vogliono loro.
Se emerge un'opinione non gradita, è sufficiente etichettarla come
intollerante, xenofoba, razzista o, meglio ancora, fascista. E il problema è
risolto.
Se la Commissione della Boldrini ha un merito è quello
di essere talmente grottesca da smascherare il gioco liberticida che la ispira.
Così, nella pericolosa categoria degli «stereotipi e false rappresentazioni»,
la Commissione inserisce anche l'opinione condivisa dal 48,7% degli italiani:
«In condizione di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la
precedenza agli italiani». Ma questa è una posizione che Fratelli d'Italia
sostiene apertamente e che in molte Nazioni evolute è legge dello Stato, come
negli Stati Uniti, anche sotto la presidenza del democratico Obama.
Ma, nella relazione conclusiva della Commissione,
troviamo, tra le «pericolose» opinioni da correggere, anche molto altro: la
convinzione sostenuta dal 52,6% degli italiani secondo la quale «l'aumento
degli immigrati favorisce il diffondersi del terrorismo e della criminalità»;
la contrarietà del 41,1% all'apertura di una moschea sotto casa e l'opinione
negativa sui rom sposata dall'82% degli italiani. Insomma, per la sinistra la
soluzione ai problemi come l'immigrazione incontrollata, il terrorismo,
l'islamizzazione forzata dell'Europa, la criminalità dei rom e il degrado è
molto semplice: basta vietare per legge di parlarne e di scriverne. Cara
presidente Boldrini, caro «gran giurì», cari inquisitori del terzo millennio:
non credo che il popolo italiano rinuncerà così facilmente alla propria
libertà. Noi siamo figli della democrazia greca, del diritto romano e della
cultura europea, non delle satrapie d'Oriente o dell'oscurantismo islamico. E
ora accusatemi di diffondere «stereotipi culturali».
Presidente di Fdi-An
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