Saluti fascisti al Campo X :chiesta l'archiviazione per 10 militanti di estrema destra
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| Saluti romani 29 aprile 2017 al Cimitero Maggiore Campo X |
Archiviare le posizioni di dieci militanti di estrema destra che, il 29 aprile, insieme a circa un migliaio di “camerati” fecero il saluto romano al Campo X del Cimitero Maggiore di Milano,schierati presso le tombe dei caduti della Repubblica sociale italiana. Lo chiede il pm Piero Basilone, in accordo con il responsabile del pool antiterrorismo e antieversione Alberto Nobili.
Secondo la Procura l’iniziativa non puntava a fare propaganda per il partito fascista ma era solamente commemorativa.
I dieci imputati (tra cui il leader di CasaPound Gianluca Iannone) indagati per manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata. Secondo Basilone, nel gesto del saluto romano non si può ravvisare, in quella occasione, l’intenzione di raccogliere adesioni finalizzate alla ricostituzione del partito fascista, che è il presupposto per evincere un reato.
L’intento, in altri termini, era puramente commemorativo. Questa è, in effetti, la discriminante che si trova spesso in giurisprudenza, dove a volte il saluto romano è punito e a volte no. Ed anche sulla manifestazione non autorizzata il pm non ritiene che i dieci vadano processati, giacché non v’è prova che il “blitz” sia stato pianificato o da qualcuno coordinato.
In particolare, a differenza degli anni precedenti, la manifestazione, organizzata da CasaPound e Lealtà e Azione, non era stata preceduta da un corteo con bandiere e saluti romani ma si era svolta solo all’interno del cimitero. É questo il motivo principale per cui il pm Piero Basilone e il responsabile del pool antiterrorismo ed eversione Alberto Nobili hanno deciso di chiedere l’archiviazione delle posizioni dei dieci militanti, tra cui il leader di CasaPound Gianluca Iannone, che erano stati iscritti per manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata. Dalle indagini, inoltre, non sarebbe emersa alcuna prova che le persone presenti al Campo X abbiano pianificato e coordinato le commemorazioni non autorizzate.
Ora la parola passa al gip, ma il caso ha già sollevato polemiche. Il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Roberto Cenati in una nota ha definito “inquietante e grave” la decisione del “proscioglimento dei neofascisti“. Questo “nonostante le denunce della Digos per aperta apologia di fascismo, per le centinaia di braccia alzate per il saluto romano”. Il partigiano ha fatto poi riferimento alla giornata in cui è stata chiesta l’archiviazione, giovedì 4 agosto, “una data tragica per il nostro Paese. Il 4 agosto 1974 si verificò, infatti, un terribile attentato neofascista. Una bomba ad alto potenziale esplose nella quinta vettura del treno Italicus“.
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