Besnik Muco, il legale di origine albanese sparito in Albania.

Besnik Muco, sparito in Albania. Si indaga per sequestro
Besnik Muco, il legale di origine albanese come la moglie Raimonda che vive a Macerata, lo scorso 2 novembre dovrebbe essersi imbarcato su una nave al porto di Durazzo per raggiungere l’Italia, che per tanti anni è stata la sua patria d’adozione. Doveva raggiungere la moglie a Macerata, ma sparisce nel nulla, e dato che si trattava di un rifugiato politico, scappato da un regime che aveva perseguito, il fatto è oltremodo inquietante. La magistratura albanese ha aperto un fascicolo per il reato di sequestro di persona. Besnik Muço era procuratore generale a Tirana.
Questa sua funzione gli aveva però attirato addosso l’ostilità del regime, soprattutto in seguito a un’inchiesta aperta su un ministro in carica a metà degli anni Novanta. Per questo durante le rivolte del marzo del 1997, quando nello Stato balcanico si registrò un periodo di anarchia e violenze, con l’esplosione dei fenomeni di criminalità organizzata, il procuratore, la moglie e il figlio erano fuggiti in Italia e si erano stabiliti a Macerata, accolti come rifugiati politici in virtù del lavoro svolto dall’uomo nel suo paese d’origine.
Adria.jpgQuattro anni fa, Besnik  Muço, dopo aver perso il lavoro da operaio, ha voluto provare a riprendere la professione per cui aveva studiato in Albania, è tornato a Tirana e ha aperto uno studio da avvocato davanti all’ufficio della procura, con un socio. Periodicamente Muço tornava a Macerata dalla sua famiglia.
La sera del 2 novembre Besnik è partito dal porto di Durazzo, è salito sul traghetto per Bari e alle 23 il suo telefono è stato spento. Da quel giorno non si è più riacceso, e a Bari non è mai arrivato.
Sembra ripetersi il dramma vissuto dalla famiglia di Ivan Angelo Pegan, 43 anni, di Fano, scomparso in Albania nel giugno del 2013. Nell’aprile del 2013, Ivan Angelo Ivan Angelo Peganconosce in chat una donna albanese di nome Alba. Parlano spesso su Skype e decidono di incontrarsi a Tirana. Ivan si presenta alla famiglia di Alba, i due si vogliono bene e pensano di sposarsi. Lui decide di tornare in Albania a giugno per rimanere lì per un mese in vacanza.
Tutto sembrava andare per il meglio, nessun problema fino a pochi giorni prima della partenza, quando Ivan si rende conto di qualcosa. In una mail inviata alla donna dice di aver scoperto i suoi traffici e di aver capito come mai lei le avesse chiesto copia del passaporto. La definisce una criminale informatica.
Si pensa che Ivan avesse scoperto in rete qualcosa di inaspettato su Alba. Non si sa  riguardo a cosa, si è anche ipotizzato un traffico di furti di documenti o forse addirittura di identità. E’ noto che in Albania in quel periodo ci sono stati casi analoghi.
Ivan parte lo stesso , parte da Ancona con il traghetto il 14 giugno 2013 per chiarire la situazione, con in tasca un biglietto di ritorno per il 23 giugno già acquistato. Dice a tutti che sarebbe tornato a breve per il matrimonio della cugina,  aveva lasciato la spesa in frigo e la cagnolina a pensione.
Ivan non torna più,  la sua auto viene ritrovata in un parcheggio a pagamento davanti al porto di Ancona. La sua ultima traccia è un piccolo prelievo bancario fatto a Tirana il 22 giugno con il suo bancomat internazionale. Da quel giorno non risponde più né al cellulare né all’indirizzo mail.
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